martedì  31 agosto 

> repliche ore 16-18-20.30-22.30 | Hotel Jolly*

*su invito da ritirare entro il giorno 27 agosto ore 12.00

presso l'EPT di Caserta (Palazzo Reale)

Horovitz suite

Sei storie che si intrecciano all'interno di un Hotel:
A proposito di chiappe, Cime di felci ed amanti, Il ciccione si fa la ragazza, Servizio in camera, L’audizione, Secondo violino

di Israel Horovitz

con Anna Ferzetti, Giorgio Marchesi, Michele Nani
Francesco Bolo Rossini, Nicole Sartirani, Simonetta Solder

e la partecipazione straordinaria del violinista Marko Zoranovic

adattamento e regia Andrea Paciotto

una produzione di Compagnia Horovitz-Paciotto e Offucina Eclectic Arts

con la partecipazione di La MaMa Umbria International

e del Festival Settembre al Borgo

disegno costumi Sara Lanzi

musiche originali Marko Zoranovic

realizzazione audio-video Francesco Domenico D'Auria

elementi scenografici Andrea Paciotto

assistente alla regia Chiara Sabatini

direzione di produzione Adriana Garbagnati

organizzazione Andrea Jeva Quacquarelli

 

prima assoluta

 

Uno spettacolo composto da sei atti unici, scritti da Israel Horovitz tutti ambientati all’interno di un Hotel: testi brevi, commedie ironiche e pungenti, divertenti, commoventi, provocatorie ed impegnate.

Ogni testo presenta un punto d’osservazione diverso, uno scorcio/squarcio sull’esperienza dell’uomo e della donna contemporanei.

“[…] una grande emozione come spettatore, perché in questa serie di frammenti si può vedere, per così dire, l’ultimo Horovitz. […] Si sa che gli alberghi sono luoghi molto frequentati, dove avvengono incontri, tradimenti e abbandoni. Questi testi hanno l’apparenza di una commedia sofisticata, ma sono commedie molto puntuali, molto circostanziate, lo spessore stesso dei personaggi rimanda ad altro di più profondo. Infatti il pregio fondamentalmente di Horovitz è proprio quello di raccontare la vita, anche le storie più tremende, con leggerezza. In questo modo, riesce a farci vedere quegli aspetti della realtà che, pur essendo trasparente, troppo spesso non vogliamo vedere. Nel loro insieme, questi frammenti rappresentano un coinvolgente caleidoscopio di umanità, dando voce ai piccoli e grandi drammi del quotidiano, alle paure, ai sogni e alle speranze”.

Gianfranco Capitta


cariparma