Settembre al Borgo. 40 anni di Storia di un Festival

“Settembre al Borgo. 40 anni di Storia di un Festival", a cura di Michele de Simone, edito da Guida, con il sostegno della Camera di Commercio.
Presentazione lunedì 30 agosto ore 17.00 presso l'E.P.T. di Caserta (Palazzo Reale).
In vendita da Settembre nelle librerie italiane.
Alla fine dell’estate scorsa, quando stavamo chiudendo la 39ª edizione del festival di Settembre al Borgo, al Teatro della Torre, già pensavamo all’appuntamento “storico” che questa manifestazione si apprestava a vivere l’anno successivo, e cioè al raggiungimento di un traguardo prestigioso come sono i 40 anni di vita di un festival, età che pochissime altre manifestazioni, in Italia, possono vantare, e pensiamo al Giffoni Film Festival e al festival di Sant’Arcangelo di Romagna. Non crediamo di esagerare se leggiamo questo “traguardo” come un primato di questa terra e di questa città, Caserta, capaci, negli anni, di far crescere questa sua creatura che ha segnato, più o meno, la vita di tantissime persone. E’ per noi un grande motivo di orgoglio essere direttori artistici di questa manifestazione soprattutto in questo momento storico e sentiamo il dovere e la necessità, diremmo etica, di sottolineare il peso culturale e il ruolo imprescindibile che questo festival ha avuto e continua ad avere nel tessuto civile e sociale di questa comunità. Durante i due scorsi anni di direzione, più volte, parlando con amici, spettatori, addetti ai lavori ci siamo accorti che molti di loro legavano alcuni momenti importanti della loro vita a uno spettacolo, a una serata passata a Settembre al Borgo. E questi racconti, che ci facevano all’ombra del campanile del Duomo oppure seduti nella platea del Castello, erano sempre carichi di emozione e di nostalgia. Chi ricordava la sua prima uscita con la fidanzatina dell’epoca per vedere L’arlecchino servitore di due padroni di Strehler, chi un’amicizia nata ai tavolini di uno dei tanti bar del Borgo, dopo il recital di Carmelo Bene in Piazza, quando non è ancora abbastanza tardi per tornare giù in città “dove fa caldo”, chi un incontro suggestivo con l’Albertazzi delle Memorie di Adriano di Scaparro, perso in una nebbia sottile capace di rendere le parole di Marguerite Yourcenar ancora più sublimi. Momenti magici di grande partecipazione sociale e civile, immagini bellissime che il ricordo impreziosisce, spesso “leggere” e fugaci come fugace ed effimero è il teatro, ma che si sono lentamente sedimentate nella memoria collettiva di questa città creando un humus fertile per le creatività di questa terra, e pensiamo non solo ai grandi nomi ormai affermati, ma alle tante giovani realtà artistiche che si stanno distinguendo, anche grazie a Settembre al Borgo, nel panorama del nuovo teatro italiano.
Tante storie di persone che si intrecciano indissolubilmente alle edizioni del festival, che ne sono naturale cornice e che ne diventano memoria frammentaria e preziosa. Sono questi fili sparsi che abbiamo tentato di riunire in questa pubblicazione, attraverso le testimonianze scritte e fotografiche di tanti protagonisti passati e presenti del festival, tutti felici di dare un loro libero contributo. Su tutti permetteteci di ringraziare Mimmo De Simone definizione), che, nel lontano 1970, tenne a battesimo la prima edizione di quella che venne ben presto chiamata la “Spoleto del sud”, per poi seguirne la programmazione per parecchi anni. Da lui siamo andati quando l’idea del libro, nella nostra testa, era ancora una semplice suggestione e con lui, durante i nostri incontri, si è concretizzata, ha assunto una forma precisa e si è nutrita dei suoi ricordi, tanto da affidargli la cura della narrazione di questi quarant’anni. Grazie dunque per la passione e l’entusiasmo con cui ha accolto il nostro progetto e grazie anche a tutte le persone che hanno dedicato tempo e energia alla sua realizzazione. Settembre Al Borgo è oggi ad un giro di boa e la nostra speranza è che prosegua, ancora per tanti anni a venire, la sua strada, che accolga in sé ancora tante storie di persone e di artisti, che sia ancora stimolo per discussioni, incontri, riflessioni, divertimento, che le pietre antiche del borgo siano ancora rifugio dalla “pesantezza” del viver quotidiano e dall’aggressività di un mondo sempre più tecnologico e sempre meno umano. Ma per far sì che tutto questo sia possibile bisogna riaffermare, oggi più di ieri, con decisione e con fermezza, da parte delle Istituzioni e della Città tutta, la necessità che Settembre Al Borgo continui ad esistere nel tessuto cittadino perché espressione positiva di una terra troppe volte associata a cronache di tutt’altro segno. In questa prospettiva ringraziamo – chiedendo di continuare a sostenere questo festival – la Regione Campania, la Provincia di Caserta, il Comune di Caserta, Confindustria, l’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, e il suo amministratore dott. Vincenzo Iodice,che in questi ultimi anni ha abbracciato e sostenuto il nostro Settembre al Borgo. Un ringraziamento particolare va alla Camera di Commercio, che ha reso possibile questa pubblicazione che crediamo sia un prezioso pezzo di storia della città. E per chiudere questo breve scritto, ci fa piacere ricordare le parole che un grande intellettuale europeo, José Monléon, pronunciò proprio a Casertavecchia, nella Chiesa dell’Annunziata, per inaugurare l’edizione del 2007 diretta da Maurizio Scaparro, parole che sentiamo profondamente nostre: “Ogni giorno sono sempre più importanti le strade e le piazze senza le accademie, né i parlamenti, le strade dove vive l’uomo, quest’uomo e questa donna ignorati, posti, sempre più, di fronte alla necessità di fare la storia o di aspettare pazientemente che la storia cada sulle sue spalle. Che escano gli uomini per le strade e che parlino fin quando sarà possibile!” A tutti gli uomini e le donne che hanno vissuto e che vivranno Settembre Al Borgo e che sentono ancora il bisogno di “parlare”, dedichiamo questo libro.
Ferdinando Ceriani
Paola Servillo
Direttori artistici della Quarantesima edizione
del festival “Settembre al Borgo di Casertavecchia”
